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Scritto da Administrator   
giovedì 03 aprile 2008

Le tappe dell'apprendimento calcistico

Il provare a calciare una palla si sperimenta molto presto nel percorso di crescita di un bambino.
Solo verso i 5/6 anni di età, il futuro calciatore viene accompagnato in una delle tante scuole calcio presenti sul territorio. Ma su quali basi una scuola calcio deve operare per fare apprendere la disciplina nel modo più appropriato, stimolante e divertente? La risposta è una: assecondando le esigenze disposte dall’età dei bimbi, e dal loro grado di socialità, affettività ecc…
Apprendimento calcisticoLa base di partenza, quindi deve essere la conoscenza dell’età dei soggetti e del loro grado di maturazione psicologica.
Nel "comunicato ufficiale numero uno" del "settore giovanile e scolastico" della F.I.G.C. vengono tracciate delle linee guida circa le caratteristiche dell’attività che ogni allenatore o meglio istruttore dovrebbe aver cura di perseguire. Ci si trova il tipo di organizzazione che le società devono impostare; i tempi di gioco; le regole; ecc… per rendere l’attività adatta ai più piccoli.
Partendo da queste linee guida federali, dobbiamo in pratica mettere su carta e poi su campo un programma di allenamenti che ci possa portare a raggiungere gli scopi che ci si propone all’inizio dell’annata e durante il percorso formativo del nostro allievo. Obiettivi che devono essere effettivamente perseguibili dagli allievi, dati i loro pre-requisiti iniziali.
Considerando che tutti i ragazzi che arrivano sul campo di calcio hanno l’aspettativa di giocare il più possibile con il pallone e che tutti i bambini vengono al campo con l’idea di divertirsi e non di imparare (almeno per le fasce d’età più piccole), dobbiamo impostare i nostri allenamenti tenendo conto dell’esigenza che spinge i piccoli ad imparare meglio e con entusiasmo. Da ciò si può desumere che gli allenamenti non possono prescindere da giochi e partite con la palla ecc.
Affermerei che i vecchi giri di corsa intorno al campo o il voler scimmiottare gli allenamenti degli adulti, devono senza indugi lasciare il campo a favore del gioco e di un clima festoso che il responsabile deve saper instaurare.
Vediamo quali sono le caratteristiche dei bambini per fascia d’età e quali sono gli obiettivi che potremmo ricercare sotto l’aspetto di crescita fisica, psicologica e calcistica.

"PRIMI CALCI O PICCOLI AMICI" PRIMA TAPPA DELLA PREPARAZIONE GENERALE.

CARATTERISTICHE DEI SOGGETTI

Sviluppo fisico: dal punto di vista scheletrico il bambino risulta piuttosto gracile.
Sviluppo motorio: adeguata la coordinazione generale, assenza del controllo segmentario. Difficoltà di organizzazione spazio temporale. Movimenti poco economici e poco produttivi. Grandi miglioramenti possibili in breve arco di tempo (3 mesi) nelle capacità coordinative.
Capacità condizionali: forza in tutte le espressioni, limitata.
Sviluppo emozionale/affettivo/sociale: i bambini di questa fascia d’età sono incapaci di collaborare perché sono fortemente egocentrici.
Sviluppo cognitivo: difficoltà d’attenzione e di concentrazione. Difficoltà nel capire le spiegazioni astratte. Dipendenza dall’adulto.

Dal punto di vista dello sviluppo motorio, i bambini di questa fascia d’età, si trovano in un momento di passaggio dal gioco spontaneo ed imitativo a quello con forme di collaborazione più efficace e mirato.
Per quello che riguarda lo sviluppo cognitivo, il pensiero è pienamente egocentrico e sincretico, l’approccio con l’esperienza è di tipo realistico e tutte le esperienze partono dal proprio corpo. Intorno ai sette anni, otto anni, il bambino inizia a superare questo tipo di costruzione cognitiva che parte dal proprio corpo per conquistare lo spazio circostanze, attraverso punti di riferimento al di fuori di lui. I punti fondamentali sono: decentramento, immagine anticipatrice e schema d’azione.

Gli obiettivi educativi (relativi alla sfera della personalità):

Area affettivo-sociale:

socializzare, vincere la paura del contatto con il suolo e con l’avversario promuovere l’iniziativa individuale ricercare l’ordine, la puntualità, la custodia del materiale.

Area cognitiva:

conoscere e rispettare le regole organizzare un progetto individuale tenendo conto di spazio e tempo

Area motoria:

schemi motori di base, schema corporeo, lateralizzazione, capacità percettive capacità coordinative: reazione, combinazione, equilibrio statico, dinamico e monopodalico, differenziazione, orientamento spazio-temporale ed oculo-manuale capacità condizionali: rapidità e mobilità articolare

Gli obiettivi didattici relativi al gioco del calcio:

regole fondamentali del gioco:

non giocare con le mani non spingere non trattenere e non dare calci all’avversario

sviluppare l’interesse verso il gioco del calcio; principi fondamentali del gioco:

attaccare la porta avversaria fare gol nella porta avversaria difendere la propria porta

condotte motorie primarie: con la palla: guidare la palla, fermare la palla, calciare la palla senza palla: muoversi per partecipare al gioco, capacità di gioco 5 > 5 (solo al termine del secondo anno di gioco)

Attraverso allenamenti studiati, quindi, gli allievi al termine del loro primo ciclo formativo per la categoria "primi calci", dovranno:


SAPER FARE:

fermare la palla; avanzare con la palla; muoversi senza palla; calciare la palla.

SAPERE/COMPRENDERE:

l’obiettivo del gioco ruolo legato alla fase di gioco (in fase offensiva: attaccanti; in fase difensiva: difensori)

SAPER ESSERE/ACCETTARE:

Rispettosi dei compagni; rispettosi degli avversari; rispettosi delle regole; il contatto con il terreno il contatto con l’avversario.

Il vivaio della Polisportiva è molto ben curato con alcuni piccoli giocatori, di grande qualità, in questa sezione potrete visualizzare le squadre che rendono orgogliosa la società di Casapesenna

PICCOLI AMICI
piccoli amici

PULCINI
pulcini
ESORDIENTI
Esordienti
Ultimo aggiornamento ( martedì 01 luglio 2008 )
 
 
 

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